Il MAUTO al Salone dell’Auto Parco Valentino

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Il Museo Nazionale dell’Automobile sarà presente al Salone dell’Auto Parco Valentino (8-12 giugno) con due vetture elettriche: la STAE VETTURA ELETTRICA del 1909 e la LEM – LABORATORIO ELETTRICO MOBILE – del 1974. Due esempi di vetture innovative per l’epoca in cui sono state concepite: in particolare, la vettura del giornalista e ingegnere Gianni Rogliatti ha saputo coniugare, negli anni ’70, la funzione elettrica con lo stile italiano in un momento critico per la storia economica del nostro Paese.

La storia deve essere insegnamento per il futuro. Il messaggio che il MAUTO vuole dare con le vetture in pedana al Salone dell’Auto è lo stesso del percorso museale: lo stile deve essere coniugato alla funzionalità e ogni vettura deve essere pensata e disegnata per muoversi in un contesto e di quel contesto farsi interprete.

 

LEM – LABORATORIO ELETTRICO MOBILE – 1974

Presentata al Salone di Ginevra del 1974 sullo stand di Giovanni Michelotti, questa originale vetturetta elettrica da città a due posti, dal nome che richiama il modulo lunare ma che in realtà è l’acronimo di “Laboratorio Elettrico Mobile”, è il risultato di due anni di lavoro di uno dei migliori giornalisti dell’automobile della nostra epoca, scomparso quattro anni fa: Gianni Rogliatti (1929-2012), ingegnere torinese, tra i più grandi esperti di storia Ferrari, autore di innumerevoli libri ed articoli sulla storia e la tecnica automobilistica. La vettura, un concentrato di idee e soluzioni ancora oggi tutt’altro che superate ma rimasta allo stadio di prototipo, è stata donata nel 2012 al MAUTO dalla moglie Adriana Rogliatti insieme alla figlia Chiara, in memoria di Gianni.

STAE VETTURA ELETTRICA - ITALIA 1909

Nel 1905 la marca francese Krieger, specializzata nella costruzione di autoveicoli elettrici e benzo-elettrici, impiantò a Torino una succursale, che due anni più tardi assunse il nome di Società Torinese Automobili Elettriche (STAE), continuando a sfruttare i brevetti Krieger. La fabbrica non ebbe eccessiva fortuna e nel 1913 cessò ogni attività. Questa vettura è dotata di motore elettrico, in posizione centrale, con trasmissione ad albero cardanico ed alimentazione con batteria, alloggiata nel falso cofano motore.