Storia del museo

Il Museo dell’Automobile nasce nel 1932 da un’idea di due pionieri del motorismo nazionale, Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia (primo Presidente dell’Automobile Club di Torino e tra i fondatori della Fiat), e figura tra i più antichi Musei dell’Automobile del mondo.

Fu Carlo Biscaretti di Ruffia (figlio di Roberto), aristocratico torinese nato nel 1879, a legare indissolubilmente il proprio nome al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino: in quanto fu lui ad idearlo, radunarne la collezione iniziale, battersi per farlo nascere e adoperarsi tutta la vita per dargli una sede dignitosa. Carlo Biscaretti ne fu anche il primo Presidente e alla sua scomparsa, avvenuta nel settembre del 1959, il Consiglio di Amministrazione deliberava di intitolare a suo nome il Museo che veniva poi solennemente inaugurato il 3 novembre 1960.
Questo è l’unico Museo Nazionale del genere in Italia, ospitato nella sede progettata dall’Architetto Amedeo Albertini, sulla sponda sinistra del Po a poca distanza dal Lingotto; rappresenta uno dei pochi edifici costruiti appositamente per ospitarvi la collezione di un Museo e costituisce anche un raro esempio di architettura moderna.
Questo Museo vanta una delle collezioni più rare ed interessanti nel suo genere, quasi 200 automobili originali, dalla metà dell’800 ai giorni nostri, di oltre ottanta marche diverse, provenienti dall’Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Spagna, Polonia e Stati Uniti.
Nel 2002 i vertici del Museo iniziano a pensare ad un’opera di rinnovamento dell’Ente, sono trascorsi quarant’anni ed il Museo è ormai datato ed obsoleto, è necessario un cambiamento che lo renda più appetibile.

Nell’estate del 2005 si sono conclusi i lavori della commissione giudicatrice del concorso internazionale per il rinnovo del Museo, che ha visto la partecipazione di una cinquantina di studi di architettura a livello mondiale.
Il vincitore è stato il raggruppamento composto dall’Architetto Cino Zucchi, la Recchi Engineering srl e la Proger spa. Il progetto vincitore (che risponde alle richieste del bando con un approccio unitario capace di riorganizzare l’edificio esistente e di creare nuovi spazi di relazione con la città), articola il rapporto tra la percezione veloce da corso Unità d’Italia e la definizione di un ambito pedonale più raccolto in corrispondenza del suo innesto su via Richelmy. Il progetto dell’Architetto Zucchi è stato valorizzato con gli allestimenti dello scenografo franco-svizzero Francois Confino.

La ristrutturazione architettonica - ultimata nel 2011 - ha reso il volto del museo contemporaneo e avveniristico, ma soprattutto ha contribuito a posizionare in modo dinamico e interattivo la nuova realtà museale all’interno del panorama culturale italiano.
Nel 2013 il quotidiano inglese The Times lo ha inserito nella classifica dei 50 migliori musei del mondo, valorizzandone l’impostazione educativa e scientifica. Oggi, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali, alla rete Wi-Fi aperta e gratuita e ad una app dedicata, il Mauto mette a disposizione dei visitatori un patrimonio di dati - raccolti e indicizzati nel corso degli ultimi due anni - approfondimenti storici, immagini d’archivio, schede tecniche sulle vetture e sui carrozzieri che saranno consultabili, durante la visita, attraverso smartphone personali, totem multimediali o Ipad in dotazione.

Le vetture che non trovano posto nel percorso espositivo sono invece visitabili (su prenotazione) nel rinnovato Garage che accoglierà anche l’officina e la scuola di restauro, grazie alla quale si potranno coinvolgere operativamente professionisti del settore delle auto d’epoca, artigiani ed esperti che affiancheranno giovani allievi per promuovere un passaggio intergenerazionale delle competenze. La sezione dedicata al Design è stata completamente riallestita con spettacolari approfondimenti finalizzati a promuovere una più ampia conoscenza del car design e della sua evoluzione storica. All’esposizione museale si aggiungono un’area mostre temporanee, uno spazio eventi, un centro congressi, il centro didattico, il bookshop e la caffetteria-ristorante. Il Centro di Documentazione, tra i più preziosi in Europa per la singolarità delle sue collezioni, è aperto al pubblico ed è attiva la consultazione online del catalogo sia della parte libraia che di quella archivistica.

Il progetto

L'allestimento




Biscaretti di Ruffia