L'addio del Mauto a Giorgio Pianta

È scomparso Giorgio Pianta, pilota, collaudatore, team manager e dirigente: uno dei protagonisti di una grande epoca dell’automobilismo sportivo.

Per le cronache è stato un pilota ed un collaudatore, per altri un team manager, un dirigente. Molti che lo hanno conosciuto lo descrivono come un condottiero e lui per primo amava il teutonico soprannome “Von Baum”. Era preciso, tenace ed infaticabile, ma anche corretto ed umano: è stato un trascinatore di uomini e per molti un amico.

Giorgio Pianta debutta nel mondo dell’auto nel 1957 e qualche anno dopo diventa pilota professionista: corre su Ferrari, Alfa Romeo, Lancia, Lola, Williams, Osella e, dopo un’esperienza con le Opel GT preparate da Conrero, entra in Abarth come collaudatore. In quegli anni nascono la 124 Abarth, la Beta 030, la 131 Abarth; poi altre leggende come la 037 e la Delta S4, che sviluppa come capo-collaudatore. “Ho guidato tutto e collaudato tutto – spiegava - maturando un’esperienza professionale molto ricca e variegata come pochi altri piloti. Non so a quante corse ho partecipato in ogni categoria, credo approssimativamente 1.000.”

Poco a poco lascia il sedile da pilota per gli sgabelli del “muretto”. È organizzatore, team manager ed il solito, grande motivatore per il team, come spiega egli stesso: “Da qualche anno ho accettato responsabilità dirigenziali e mi sono stati conferiti una quantità di incarichi e di cariche che fatico anche a ricordarle. Ma la politica, anche se sportiva, non è la mia specialità essendo noto per le mie posizioni un po’ ‘radicali’. Sono stato comunque per anni presidente del sindacato piloti e ho sempre combattuto per ottenere di più per i ragazzi, cui ho sempre ricordato che, avendo la passione vera, come la ho io, si corre con qualsiasi carretta pur di correre. E io ne ho guidate tante! Da molte ottenni di più di ciò che ci si aspettava e ricevetti poi grandi complimenti”.

Anche quando viene chiamato a ricostruire l’Alfa Corse, poi la Fiat Auto Corse e risponderà “si può fare” di fronte all’incredulità generale all’annuncio della sfida ai giganti tedeschi in casa loro, con le 155 pronte per il DTM. E non solo “si farà” ma sarà un vero trionfo.

Oggi, oltre il palmares ed il curriculum, Giorgio Pianta è un pezzo di storia che se ne va, un personaggio che lascerà un posto vuoto nell’ambiente che è stato la sua vita e nei cuori di quanti hanno lavorato fianco a fianco con lui. Salutandolo con una sua stessa frase, a riassumere in poche parole una carriera, ed una vita: “Ho un vanto personale, non ho mai barato, essendo convinto che, se tutto è realizzato al meglio e niente lasciato al caso, la vittoria è a portata di mano.” Addio Giorgio!

Nella foto qui sotto, Giorgio Pianta con Rodolfo Gaffino Rossi, Direttore del Museo dell'Automobile.