TRAME DI VIAGGIO. Itinerari a confronto.

Quattro viaggiatori, quattro itinerari diversi tra loro ma ugualmente affascinanti. Perché sono partiti? Cosa li ha spinti a farlo? E cosa hanno riportato a casa dopo tutti quei chilometri? Gioie e dolori, pezzi rotti e convivenze complicate, relazioni rafforzate e nuovi incontri. Un coro di quattro voci diverse che intessono, come in una stoffa, le trame del loro canto. Nella serata al Mauto, i viaggiatori racconteranno la loro avventura e si confronteranno sui diversi aspetti della grande passione che li accomuna. INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI.

Modera il dibattito: Ruben Abbattista (Presidente Spin-To srl e Consigliere Nazionale Ferpi)

-Vittorio Argento, insieme a Gregory Alegi e sua figlia, ha percorso circa 1.200 km per riportare la Jeep Willys MB nella fabbrica dove era stata costruita settant’anni prima, a Toledo in Ohio.

Un viaggio attraverso gli Stati Uniti ma soprattutto un viaggio nel tempo, in un’epoca storica così lontana, per quanto vicina. La Willis MB esposta nella mostra Modus Vivendi è una delle oltre 640.000 Jeep costruite durante la Seconda Guerra Mondiale. Uscita dalla fabbrica di Toledo - in Ohio - nel 1943, fu consegnata all’US Army il 3 giugno dello stesso anno, poco più di un mese prima dello sbarco in Sicilia. Nel 2013 è stata la protagonista dell’Operation Homecoming (“Operazione ritorno a casa”): Vittorio Argento e Gregory Alegi hanno percorso circa 1.200 km per riportare la Willys nella fabbrica dove era stata costruita settant’anni prima. La macchina è stata imbarcata a Napoli alla volta di Newark (New Jersey) per poi attraversare 4 stati americani prima di raggiungere Toledo. Lungo il percorso una tappa a Butler dove c’era lo stabilimento della Bantam, piccola azienda che per prima ha proposto una 4×4 all’esercito Usa e il cui progetto ha ispirato quello della futura Jeep. Ulteriore sosta a Cleveland per la consegna alla famiglia del soldato Richard R. Radigan delle piastrine di riconoscimento ritrovate sulla spiaggia del Lago di Bracciano, a nord di Roma. Un viaggio di  sette giorni a una velocità massima di 50 miglia l’ora.

-Gianni Reinaudo e la moglie Gisella hanno viaggiato, a bordo della Moto Guzzi Stelvio 1200 Ntx, da Mandello del Lario fino a Ulan Bator (e ritorno) percorrendo 20.500 km in soli 31 giorni.

L’importanza di avere/essere un buon compagno di viaggio. Un viaggio lungo e scomodo: una tenda ultra leggera, un fornelletto a benzina e alcune buste di minestra liofilizzata sono tutto ciò che è servito a Gianni Reinaudo e alla moglie nella loro avventura - battezzata Gengis Ride - che li ha portati a viaggiare per 20.500 km in soli 31 giorni, a bordo della Moto Guzzi Stelvio 1200 Ntx, attraversando 9 Stati e 7 fusi orari facendo affidamento solo e unicamente su se stessi e sulla forza che spinge un viaggiatore a scoprire cosa si celi dietro la prossima curva. Sono partiti da Mandello del Lario (sul Lago di Como) per arrivare a Ulan Bator (e ritorno): il viaggio di andata è passato attraverso Polonia, Bielorussia, Russia e Siberia sino ad entrare in Mongolia dal lago Baikal, a nord di Ulan Bator, capitale della Mongolia, uno stato enorme ma con soli 300 km di strade asfaltate.

-Gianmaria Aghem ha percorso oltre 12.000 km in un solo mese a bordo della Lancia Fulvia Coupè 1300, unica auto italiana in gara nella 5° edizione della Pechino-Parigi riservata alle auto storiche affiancato da Piergiovanni Fiorio.

Superare  tutti i limiti, soprattutto quelli di velocità. Unica auto italiana in gara nella 5° edizione della Pechino - Parigi riservata alle auto storiche, questa Lancia Fulvia Coupè 1300 del 1971 ha percorso, in quell’occasione, oltre 12.000 km in un solo mese: dal 28 maggio al 29 giugno 2013 la vettura, pilotata da Gianmaria Aghem con a fianco Piergiovanni Fiorio, ha compiuto un viaggio incredibile attraverso 8 paesi (Cina, Mongolia, Russia, Ucraina, Slovacchia, Austria, Svizzera, Francia). La moderna Pechino - Parigi, competizione rievocativa del primo raid che si è svolto nel 1907, prevede tappe di oltre 600 km con vere e proprie prove speciali di velocità: la Fulvia, vettura in gara con il motore più piccolo, è stata totalmente riadattata con una serie di accorgimenti che le hanno consentito di far fronte alle difficoltà del tracciato e di ottenere l’ottavo posto nel gruppo delle 65 vetture costruite dal 1942 al 1975.

-Alfredo Stola ha provato la resistenza della Moncenisio Porsche Cayman S Tipo 98 su un percorso di andata e ritorno da Rovaniemi, sul Circolo Polare Artico, a Nordkapp, il paese più a nord del mondo raggiungibile su strada asfaltata.

Una vettura di lusso, il prototipo di un modello sportivo personalizzato da StudioTorino di Alfredo Stola che, con un viaggio del tutto inusuale per un mezzo pensato per prestazioni differenti, ne ha testato l’affidabilità e la resistenza in condizioni climatiche estreme. La Porsche MONCENISIO, ultima realizzazione di StudioTorino - la carrozzeria fondata da Alfredo Stola nel 2005 e specializzata in auto speciali o rielaborazioni di modelli sportivi  - è stata presentata al pubblico il 21 marzo del 2014 e nel gennaio del 2015 è stata protagonista di un’avventura incredibile: un percorso di andata e ritorno da Rovaniemi, sul Circolo Polare Artico, a Nordkapp, il paese più a nord del mondo raggiungibile su strada asfaltata. La MONCENISIO è stata il primo prototipo a raggiungere il mappamondo di Nordkapp d'inverno, viaggiando per  1459 km in quattro giorni.