FROM THE INSIDE OUT. DIALOGHI AL MUSEO

 

FROM THE INSIDE OUT. Dialoghi al museo è un progetto fotografico di Miriam Colognesi che il Museo Nazionale dell'Automobile ospita da venerdì 20 maggio a domenica 4 settembre 2016.

La mostra, curata da Carlotta Canton, si articola in 30 immagini fotografiche che raccontano come il pubblico di diversi musei piemontesi (oltre al MAUTO, sono stati coinvolti la GAM, il Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, la Galleria Sabauda) e del Castello Gamba di Chatillon (in Valle d’Aosta) si sia confrontato con la collezione conservata in ciascun museo e, più in generale, con l’arte, da quella antica a quella moderna e contemporanea, passando attraverso il design e la tecnologia.

Duchamp diceva che “chi guarda fa il quadro”. Un’opera d’arte è definita tale solo attraverso gli occhi di chi, guardandola, dice all’artista che ha prodotto qualcosa di meraviglioso: partendo da questo concetto, la fotografa Miriam Colognesi ha voluto immortalare i dialoghi che avvengono tra le opere d’arte conservate nei musei e i fruitori delle stesse. Miriam  ha coinvolto lo spettatore, chiedendogli di entrare in contatto con l’opera d’arte secondo la propria sensibilità, di interpretarla e, di conseguenza, di rendersi partecipe del processo creativo. Le immagini fotografiche che ne derivano vanno dalla mimesi con l’opera d’arte all’identificazione del contenuto, dalla similitudine fisiognomica alla reazione provocatoria. L’arte come fonte di riflessione antropologica, la fotografia come strumento.

Parallelamente a questa mostra e in collaborazione con il MAUTO, è stato realizzato un progetto specifico dedicato al museo ospitante dal titolo MAUTOscatto che prevede una serie di 9 scatti in cui il personale museale dialoga con altrettante vetture custodite nel Garage ed esposte, per l’occasione, sulle pedane nella sala Mostre del Museo. A partire dalla BENZ mod. 3HP Velo del 1898 per arrivare alla CISITALIA 202 SMM SPIDER NUVOLARI del 1947, le nove vetture scelte raccontano la storia della mobilità nella prima metà del XX secolo: con tale epoca storica hanno giocato i membri dello staff, prestandosi a interpretarla, ciascuno a suo modo e con un pizzico di ironia.

DESCRIZIONE delle VETTURE in MOSTRA per il progetto MAUTOSCATTO

BENZ mod. 3HP Velo, Germania 1898

Subito dopo il modello “Victoria” del 1893, Karl Benz presentò il tipo leggero “Velo”, primo al mondo ad essere costruito in sia pur piccola serie, e successivamente dotato di ruote con i pneumatici. Anche la Benz “Velo” ha il motore a 1 cilindro montato posteriormente. Un particolarità curiosa è il dispositivo di sterzatura con balestra centrale rotante, per smorzare le vibrazioni sulla barra di guida.

ORIENT EXPRESS Duchesse, Germania 1899

Vettura costruita nella Officine della Bergmann di Gaggenau Baden e presentata al pubblico all’esposizione di Liverpool del 1899. Il motore Benz è a 1 cilindro orizzontale, con una potenza di circa 3.5 CV. L’acqua per il raffreddamento è contenuta nei due serbatoi sistemati posteriormente, su ciascun lato della vettura. Accensione elettrica, sia da accumulatori sia da piccolo magnete. Il cambio a sistema Bergmann, ha tre marce avanti e retromarcia: quattro pulegge calettate sull’albero motore trasmettono il loro movimento ad altrettante cinghie calettate su un albero intermediario. La Orient Express fu attiva dal 1895 al 1903.

FIAT mod. 16720 HP, Italia 1903

Questo modello, costruito fra il 1903 e il 1906 in 690 unità, era stato allestito, in tempi successivi, con tre diversi passi, rispettivamente di 2120, 2585 e 2830 mm così da poter accogliere i più svariati tipi di carrozzeria. L’esemplare esposto, nella versione sportiva a due posti, è stato eseguito su telaio corto dal carrozziere Alessio di Torino.

SIZAIRE & NAUDIN mod. 8 HP, France 1907

La Sizaire & Naudin era una fabbrica fondata a Parigi nel 1904 per la costruzione di vetturette, molto apprezzate per la vivacità delle prestazioni, tanto da essere sovente impiegate nelle corse destinate alla categoria delle automobili leggere. Questo modello, del 1907, ha il telaio in legno, la sospensione anteriore a ruote parzialmente indipendenti, il cambio in blocco con il differenziale. Una curiosità: freni e frizione sono comandati dallo stesso pedale.

ISOTTA FRASCHINI mod. BN 30/40 HP, Italia 1910

Modello di lusso della Casa milanese, con motore a 4 cilindri biblocco di grande cilindrata e carrozzeria attribuita a Cesare Sala, artigiano di fiducia dell’Isotta Fraschini. La maggior parte della produzione del tipo “BN 30/40 HP”, il cui autotelaio completo costava all’epoca 17.500 lire, era esportata negli Stati Uniti.

OM mod. 469 N, Italia 1922

Versione sportiva della vettura costruita nel 1922 dalla OM (Officine Meccaniche) di Brescia e rimasta in produzione fino al 1934. Vinse nella categoria 1500 la Coppa delle Alpi e i circuiti del Garda e del Mugello durante la stagione sportiva 1922. Nella sigla “469” sono indicati, con la prima cifra, il numero dei cilindri del motore, con le altre due la misura dell’alesaggi

OM  mod. 469 S 2, Italia  1929

E’ la nuova versione della “469”, riuscita vettura della Casa bresciana presentata nel 1922, di cui conserva il motore con la variante dell’accensione a spinterogeno anziché con il magnete. La “469 S 2” fu tenuta a battesimo al Salone dell’Automobile di Milano del 1928.

CORD mod. L – 29, Stati Uniti 1931

Questa berlina a 6 luci, prima trazione anteriore di serie del mondo, della famosa marca americana fondata da Errett Lobban Cord, fu  costruita dal 1929 al 1933. Gran parte del fascino e dell’interesse suscitati dalla L – 29 risiedeva nelle proporzioni della carrozzeria: il cofano motore era lungo quasi quanto metà dell’intero veicolo; persino la berlina a 4 porte, più bassa della media delle sue concorrenti, acquistava in slancio, tanto  da sembrare d’intonazione sportiva. Nel 1936 Errett L. Cord, dopo il lancio della 810 e della 812, decise di ritirarsi dall’attività imprenditoriale; un anno dopo la Cord cessò definitivamente la produzione. Le macchine del geniale e multiforme imprenditore americano però rimarranno per sempre nella storia dell’automobilismo mondiale.

CISITALIA 202 SMM SPIDER NUVOLARI, Italia 1947

Progettato sotto la direzione dell’ingegnere Giovanni Savonuzzi, responsabile tecnico della Cisitalia dal 1945 al 1948, lo spider denominato Nuvolari, in omaggio al grande pilota mantovano che lo guidò nella Mille Miglia del 1947, è un esempio di impostazione stilistica quanto mai originale. La scocca è interamente in alluminio, con  le pinne aerodinamiche appena accennate sui parafanghi posteriori. Ne furono costruiti circa 20 esemplari tra il 1947 e il 1948 e quello esposto è uno dei circa 10 tuttora esistenti