UN’AUTO DI FAMIGLIA

 


 

L’auto privata di Aldo Moro, una Peugeot giardinetta del 1960, è stata ritrovata a Roma dopo un lungo oblio. Il MAUTO la espone in anteprima dal 4 al 19 maggio, in occasione del quarantunesimo anniversario della morte dello statista.

Aldo Moro era legatissimo alla moglie e ai suoi quattro figli. Così, pur non guidando quasi mai, scelse di acquistare una delle poche auto disponibili nel 1960 che poteva ospitare tutti. Ma senza dare nell’occhio. Era una Peugeot 403 “Familiale” a otto posti, di un bel color blu mare. Al volante c’era quasi sempre la signora Noretta, che continuò a servirsene anche dopo la scomparsa del marito. Nel 2018 è stata  ritrovata  in una rimessa della capitale da un medico pugliese e rimessa in marcia. Il MAUTO l’ha provata nei luoghi romani della vita di Moro e l’ha condotta, per un evento eccezionale, fino a Torino.

La 403 del 1955 è la prima Peugeot disegnata da Pininfarina. Popolarissima in Francia (ma anche in Africa e Sud America), in Italia venne importata in poche centinaia di esemplari. La giardinetta, come la versione furgonata, il pickup e la rarissima cabriolet (in quest’ultima versione diventerà celebre quale auto del tenente Colombo) arrivarono un anno dopo il lancio della berlina. La “Familiale” fu costruita in 34.928 esemplari, aveva il passo allungato di 24 centimetri, sospensioni posteriori a balestre ed era omologata per otto persone, con due strapuntini ripiegabili al centro. Era una delle pochissime auto del tempo con questa abitabilità. Le poltrone anteriori, come nella berlina, si reclinavano completamente, per formare un possibile giaciglio. Oltre al classico 1500 a benzina, fu proposta anche nella versione diesel con motore Indenor 1800. Equipaggiò, tra l’altro, la gendarmeria e la polizia stradale, portando a spasso gli enormi (per l’epoca) macchinari dei primi Autovelox.